Gerry Scotti non sarà solo: la mossa inaspettata di Mediaset!
I vertici del Biscione studiano una clamorosa strategia per risolvere gli ascolti del pomeriggio con il potenziale ritorno di Passaparola
Negli studi di Cologno Monzesetra corridoi che hanno visto nascere e tramontare alcuni dei quiz più amati della televisione italiana, prende forma una voce che da semplice indiscrezione sta assumendo i contorni di un progetto concreto: il possibile ritorno di Passaparola su Canale5. A muovere le pedine è ancora una volta Mediasetche dopo il buon riscontro de La ruota della fortuna guidata da Gerry Scottisembra intenzionata a capitalizzare il ritorno della grande memoria televisiva.
La puntata zero ei primi segnali
Il segnale più concreto arriva da una riservata, una cosiddetta puntata zero, realizzata negli studi milanesi e registrazione già al centro di un piccolo caso mediatico dopo la diffusione di uno scatto non autorizzato rilanciato dal portale blogtvitaliana.itche ha svelato una scenografia completamente rinnovata dominata da tonalità azzurre e da un logo aggiornato, segno evidente di un’operazione tutt’altro che nostalgica in senso sterile.
Strategia e sfida del preserale
L’idea di riportare in vita il celebre quiz non nasce per caso, ma si inserisce in una precisa strategia di palinsesto, soprattutto nella fascia del preserale di Canale5 dove la rete fatica da tempo a trovare una stabilità competitiva. Se l’access prime time ha ritrovato energia, proprio grazie a titoli storici capaci di riaccendere l’attenzione del pubblico, il segmento che precede il telegiornale continua invece a soffrire la solidità della concorrenza Raioggi presidiata da L’Eredità condotto da Marco Liorni e da Reazione a catena guidato da Pino Insegno.
I tentativi recenti e la leva nostalgia
In questo scenario arrivano le sperimentazioni degli ultimi anni con titoli Caduta libera, Avanti un altro e Sarabanda non sono bastate a invertire una tendenza ormai consolidata, spingendo il Biscione a interrogarsi su una via più immediata e riconoscibile. Ed è qui che la nostalgia diventa leva industrialenon semplice operazione emotiva, ma linguaggio strategico capace di riattivare il pubblico trasversale.
Un formato ancora vivo
Passaparolain questo senso, rappresenta un asset potente, ancora vivo nell’immaginario collettivo, fatto di ritmo serrato, parole da indovinare e quell’insieme di codici pop che per anni hanno definito il preserale italiano, compresa una leggerezza iconica che ha attraversato generazioni e conversazioni familiari davanti alla televisione. L’eventuale ritorno non si limita dunque a un risveglio esteticoma si inserisce in una riflessione più ampia su come riportare al centro format capaci di parlare sia al pubblico storico sia a chi quei programmi li ha solo sfiorati.
Una scommessa per Mediaset
Per Mediaset la sfida è sottile, perché il rischio di trasformare un ricordo in repertorio museale è sempre dietro l’angolo, ma la scommessa è proprio quella di restituire freschezza a un titolo che ha ancora un nome forte e riconoscibile. Nelle stanze di Cologno Monzeseil progetto si muove tra prudenza e ambizione, con la consapevolezza che il mercato televisivo oggi non concede pause e che ogni scelta di palinsesto è anche una dichiarazione di identità.
Il futuro del ritorno
Se la puntata zero dovesse tradursi in una vera partenzail ritorno di Passaparola non sarebbe soltanto un’operazione nostalgia, ma un test sulla capacità della televisione generalista di reinventarsi attraverso la propria storia. E in un panorama dove il passato torna spesso a bussare con insistenza, la vera domanda non è più se certi programmi possono tornare, ma se il pubblico sia ancora disposto a riconoscersi in quel modo di stare davanti alla televisione.
A cura della redazione
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