Rossella De Cicco apre il 2026 nel segno della parola: quando l’anno nuovo inizia con forza e significato

C’è un modo per iniziare l’anno che non passa dai proclami, ma dai gesti.
E il 2026, per Rossella De Cicco, comincia così: con la parola scritta dal vivo, con l’ascolto, con un’arte che negli ultimi mesi ha attirato sempre più attenzione nel panorama culturale ed esperienziale italiano.

Gennaio è il mese delle ripartenze, delle nuove direzioni, delle scelte che danno forma ai mesi successivi. In questo scenario, la presenza di Rossella si inserisce come una proposta capace di unire eleganza, profondità e immediatezza. Il suo lavoro non cerca il rumore, ma lascia tracce. E proprio per questo continua a crescere.

Il 17 gennaio, a Roma, presso il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, Rossella riceverà dalla storica dell’arte Elisabetta La Rosa il catalogo ufficiale all’interno del quale è stata catalogata la performance “Ritratti di Parole”.

Il format “Ritratti di Parole” si basa su un principio semplice quanto raro: osservare le persone e trasformare l’incontro in un testo unico, scritto sul momento. Un gesto essenziale che negli anni ha attraversato luoghi, città e contesti diversi, adattandosi con naturalezza a ristoranti, eventi, spazi culturali e momenti privati.

Dopo un periodo particolarmente intenso, gennaio diventa il punto di partenza di una nuova fase. Non un rallentamento, ma una scelta di continuità. Perché l’attenzione conquistata non nasce da un singolo evento, ma da un percorso costruito nel tempo, tappa dopo tappa, parola dopo parola.

In un momento storico in cui si sente il bisogno di autenticità, l’arte di Rossella risponde con discrezione e sostanza. Non invade, non interrompe, non si impone. Entra in punta di piedi e resta. Ed è proprio questa capacità di creare connessioni reali a renderla sempre più richiesta da chi cerca esperienze che abbiano un senso anche dopo che l’evento è finito.

Il 2026 si apre quindi nel segno di un’arte che guarda avanti, capace di parlare a tutti senza perdere identità. Un inizio che non promette spettacolo, ma presenza. E che lascia intuire che il meglio, forse, deve ancora arrivare.

Informazioni e collaborazioni:
www.ritrattidiparole.it

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