Sanremo 2026: la verità sulla strana atmosfera del Festival

La seconda serata del Festival di Sanremo tra look mozzafiato, performance contestata e una classifica che ha diviso completamente l’opinione pubblica

Nulla da fare: quest’anno il Festival di Sanremo stenta a decollare. C’è una strana monotoniache abbraccia interamente lo svolgimento dello spettacolo. Sembra più una corsameccanica nel fare le cose come sono state programmate, che una kermesse canora, in cui al di là del maniacale rispetto delle tempistiche, lo spettatore attende anche di provare qualche emozione. Tra i due conduttori c’è una bella amicizia, ma sul palco non c’è sentimentoè evidente e arriva anche attraverso il piccolo schermo.

Achille Lauro e Fausto Leali salvano la serata

A salvare la situazione della seconda serata è stato Achille Lauro. In bianco, Dolce&Gabbanacon collana di pietre rosa e un fiocco. Elegante, mai fuori posto, magnifico, imperiale e vero, cosa non da poco, in una serata in cui per risvegliarsi dal torpore è stato necessario raggiungere la mezzanotte, con il Premio alla Carriera all’immenso Fausto Leali. Le canzoni in gara sono un susseguirsi di carenza emotivain una kermesse dove ci vogliono i battiti del cuore. Piacciono, non piacciono, ma nessuna entra nello stomaco vieni dovrebbe. Forse, tra i brani in gara questa sera, il pezzo migliore che abbiamo ascoltato è “Necessario maschile”, di Marco Masini e Fedez.

Tra musica e outfit: il trionfo dell’eleganza di Giorgio Armani

Messa da parte la musica, che evidentemente non è stata la protagonista della seconda serata del Festivalpassiamo agli vestitoche hanno brillato più delle sette note. Laura Pausini è ingresso in scena con una giacca capospalla nera, attraversata da ricami in oro a rilievo impreziositi da pietre. Per Laurail cambio aspetto del secondo abito è arrivato per l’interpretazione del brano “16 Marzo” contro Achille Lauro. Sempre Giorgio Armanipantalone morbido, cinturone alto in vita e camicia bianca. Sublime. L’artista, poi, per il terzo abito ha scelto un completo Emporio Armanicon pantaloni sartoriali morbidi abbinati a un lungo cappotto in velluto di seta.

Le stelle sul palco: da Patty Pravo a Pilar Fogliati

Tra le stelle in gara, Patty Pravo ha aperto le danze, magnifica, in rosso firmato Simone Folco e ha cantato la sua”Opera”, mentre Levante per il brano “Sei tu” ha sfoggiato un magnifico abito acquamarina, di Armani. Pilar Fogliati scende le scale per la prima volta come co-conduttrice e punta sull’abito lucido, monospalla Armani Privé. Il secondo abito è nero totalein pizzo, firmato Roberto Cavalli. Infine, l’attrice indossa un abito momentaneo, in bianco e nero di di Giuseppe Di Morabito. Un tripudio di piume vaporose e perle a pioggia. Incantevole.

Comicità e gara: il ritmo incerto dell’Ariston

Lillo scende le scale dell’Ariston ballando, diverti e porta un po’ di brio ma non basta a ravvivare una serata che non decolla. Sulla scia comica, ritorna Vincenzo De Lucia anche stasera nei panni della Pausini. La seconda serata del Festival di Sanremo procedere così tra estetica impeccabile e ritmo incertocon l’esibizione di quindici Grande affidata al giudizio della Giuria delle Radio e del Televoto e una scaletta che scorre senza scosse vere: “Resta con me” delle Bambole di PezzaTi penso sempre” di ChielloAi ai” di Dargen D’AmicoChe fastidio!” di DitonellapiagaVoilà” di Elettra LamborghiniOgni volta che non così volare” di Enrico NigiottiStella Stellina” di Ermal MetaMaschio necessario” di Fedez con Marco MasiniStupida sfortuna” di FulminacciPacchetto iniziale Italia” di J-AxPoesie clandestine” di LDA e Aka7evenSei tu” di LevantePrima che” di NoOpera” di Patty Pravo e”I romantici” di Tommaso Paradiso.

La classifica finale e il malumore della platea

Una bella serata arriva i primi cinque nomi, comunicati senza ordine di visita: Tommaso Paradiso, LDA e Aka7even, No, Fedez con Marco Masini ed Ermal Metama dalla platea emerge un disappunto palpabilequasi un brusio di attesa tradita che racconta meglio di ogni commento il clima di questa edizione, elegante nelle forme ma ancora in cerca di quell’anima capace di trasformare lo spettacolo in memoria.

A cura della redazione

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