Nuovi sviluppi legali e tensioni economiche segnano l’ultimo capitolo del divorzio più discusso d’Italia, tra udienze decisive e verità ancora da dimostrare
Il conto alla rovescia è ormai segnato sul calendario del Tribunale di Roma: il 31 marzo Ilary Blasi e Francesco Totti torneranno uno di fronte all’altro per mettere nero su bianco la fine definitiva del loro matrimonioma la sensazione è che quell’udienza, attesa da mesi come un passaggio decisivo, non sarà ancora la parola conclusiva di una separazione che continua a trascinarsi tra questioni personali, conti da definire e ferite che il tempo non ha ancora davvero ricucito. Quella che per anni è stata la coppia simbolo di una Roma mondana e sentimentale, amata dal pubblico e costruita sotto i riflettori con la naturalezza di chi sembrava aver trovato un equilibrio raro, oggi resta al centro di un confronto giudiziario tutt’altro che semplice.
Il nodo del tradizione e le testimonianze
Sul tavolo ci sono ancora diversi nodi che rendono difficile immaginare una soluzione rapida. Il primo riguarda una questione che, più che economica, appare quasi simbolica: chi ha tradito per primo. Un punto che negli ultimi mesi ha alimentatori ricostruzioni e retroscena, con la conduttrice pronta a sostenere che le incrinature nella relazione siano arrivate ben prima della sua frequentazione con il personal trainer Cristiano Iovino. Secondo indiscrezioni emerse nelle scorse settimane, sarebbero state chiamate in causa anche alcune possibili testimonianze che però avrebbero smentito le ipotesi di una relazione precedente dell’ex capitano giallorossolasciando la vicenda sospesa tra versioni opposte e verità difficili da dimostrare.
La battaglia sull’assegno di mantenimento
Più concreta, e forse più delicata sul piano pratico, resta invece la questione economica. Attualmente Totti viceversa un assegno mensile di circa dodicimila e cinquecento euro per il mantenimento dei figli, ma la richiesta dei suoi legali è quella di ridurre sensibilmente la cifra. La tesi è che i due figli maggiori, cristiano e Chanelsono ormai economicamente indipendenti e che l’assegno deve quindi riguardare soltanto la più piccola, Isabellache ha dieci anni. Il ricalcolo porterebbe la somma intorno ai quattromila euro mensilima prima di arrivare a una decisione il giudice dovrà valutare con attenzione anche la situazione patrimoniale dei ragazzi più grandi.
La villa all’Eur e le spese di gestione
Non meno complicata è la questione della grande villa all’Eur colomba Ilary vive con i figli. Le spese di gestione dell’abitazione sono considerevoli e oscillerebbero tra i sei ei settemila euro al meseun tema che continua ad alimentare il confronto tra gli avvocati. Anche un episodio domestico, come il cedimento di un controsoffitto avvenuto nei mesi scorsi, sarebbe diventato motivo di ulteriore discussione su chi dover farsi carico degli interventi e delle manutenzioni.
Un epilogo ancora da scrivere
Così, mentre la data del 31 marzo si avvicina e l’attenzione mediatica torna a concentrarsi su una delle separazioni più raccontate degli ultimi anni, resta la sensazione che la vera partita non si giochi in una sola udienza. Perché quando finiscono le grandi storie pubbliche, quelle che per vent’anni hanno accompagnato l’immaginario di un Paese, la firma su un atto giudiziario non basta sempre a chiudere davvero il capitolo. A volte segna soltanto l’inizio di un epilogo più lungo, silenzioso e inevitabilmente umano.
A cura della redazione
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