Da oggi, sarà riaperto il valico di Zikim tra Israele e il nord di Gaza per l’ingresso di aiuti umanitari verso la Striscia. Gli aiuti saranno rilasciati dalle Nazioni Unite e dalle organizzazioni internazionali dopo approfondite ispezioni di sicurezza da parte dell’Autorità per i Valichi Terrestri del Ministero della Difesa, aggiunge la nota. Il presidente israeliano Isaac Herzog ha ricevuto una lettera dal presidente americano Donald Trump nella quale gli viene chiesto ufficiale di concedere la grazia al premier israeliano Benjamin Netanyahu, sotto processo per corruzione e frode. “Chiunque desideri ottenere la grazia deve presentare una richiesta formale in conformità alle procedure stabilite”, ha sottolineato l’ufficio di Herzog. Dunque spetta a Netanyahu stesso, nel caso, avanzare la domanda.
Berlino: “Serve mandato Onu per sicurezza nella Striscia di Gaza”
“Abbiamo bisogno di un mandato del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, in modo che Hamas sia smilitarizzata e le truppe di sicurezza internazionale possano assumere responsabilità” lo ha detto in Canada il ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul impegnato con la riunione del G7.
Lo riferisce l’agenzia di stampa Dpa.
Per il ministro tedesco c’è consenso sulla necessità di arrivare a un mandato in tempi brevi “per assicurare una struttura di sicurezza nella Striscia di Gaza”.
Tuttavia, restano ancora da chiarire alcuni aspetti, ad esempio quali paesi invieranno truppe, una questione che richiede anche il coinvolgimento di Israele.
Lapid: “Grazia a Netanyahu? Ammetta la colpa e si penta”
“La legge israeliana valutare che la prima condizione per ottenere la grazia è l’ammissione della colpa e il pentimento per le proprie azioni”. Così su X il leader dell’opposizione israeliana, Yair Lapid, dopo che il presidente israeliano Isaac Herzog ha comunicato di aver ricevuto una missiva da Donald Trump che lo sollecita a considerare la grazia per il premier israeliano Benjamin Netanyahu, sotto processo, accusato di corruzione e frode.
Al Jazeera: “Attacchi aerei israeliani nel nord-est di Gaza”
Gli aerei da guerra israeliani hanno lanciato tre attacchi aerei su Beit Lahiya, nel nord-est di Gaza, mentre si sono uditi colpi d’arma da fuoco provenienti dalle forze israeliane di stanza a est del campo profughi di Bureij, nella parte centrale di Gaza. Lo riporta Al Jazeera.
Germania, arrestato presunto membro di Hamas
La procura tedesca ha annunciato l’arresto di un sospetto membro di Hamas accusato di essere procurato armi destinate ad attacchi contro istituzioni ebraiche.
Media, Israele costruisce muro lungo linea blu in Libano
Israele ha iniziato a costruire un nuovo muro di separazione col Libano in un territorio conteso tra i due paesi in guerra. Lo pubblicato media libanesi mostrando foto dei lavori in corso nel settore centrale della linea di demarcazione tra i due paesi, nella località di Yarun e di fronte alla località israeliana di Yiron. Il primo allarme in tal senso era stato lanciato dal corrispondente di al Manar, la tv di Hezbollah, Ali Shuayb. Altri media libanesi hanno documentato i lavori del genio militare israeliano.
Oms: “Ottomila pazienti evacuati da Gaza in 2 anni, oltre 16mila in attesa”
“Sono rincuorato dall’impegno dimostrato dai Paesi nel fornire cure mediche urgenti a bambini e adulti gravemente feriti e malati al di fuori di Gaza. Il programma di evacuazione medica dell’Oms ha supportato l’evacuazione da Gaza per cure mediche di quasi 8mila pazienti, tra cui oltre 5.500 bambini, negli ultimi 2 anni”. E’ il messaggio diffuso su X dal direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità, Tedros Adhanom Ghebreyesus. “Siamo grati ai Paesi che hanno aperto le loro braccia e ai loro ospedali”, scrive. “Mentre il cessate il fuoco regge – sottolinea il Dg – l’Oms sta lavorando per intensificare le evacuazioni mediche. Oltre 16.500 persone, tra cui quasi 4mila bambini, sono ancora in attesa di essere evacuati poiché le strutture sanitarie danneggiate di Gaza non sono in grado di fornire le cure necessarie. L’Oms esorta i Paesi ad accogliere un numero maggiore di questi pazienti. Chiediamo inoltre l’apertura di tutte le vie di evacuazione, in particolare verso la Cisgiordania, compresa Gerusalemme Est”.
Ben-Gvir, Herzog ascolti Trump e concede grazia a Netanyahu
“Le accuse inventate e infamanti contro il primo ministro Netanyahu si sono da tempo trasformate in un’accusa contro l’accusa, la cui vergogna ei cui crimini vengono denunciati quotidianamente al processo. In questo caso, la grazia è la cosa giusta e urgente da fare. Presidente Herzog, ascolti il Presidente Trump”. Lo ha scritto su X il ministro della Sicurezza nazionale ed esponente dell’estrema destra israeliana, Itamar Ben-Gvir.
Lapid: “Grazia a Netanyahu? Ammettere reato e rimorso”
Il leader dell’opposizione israeliana Yair Lapid, dopo la grazia chiesta dal presidente Usa Donald Trump per il premier Benjamin Netanyahu, ha ricordato che questa richiede all’imputato di ammettere di aver violato la legge. “Promemoria: la legge israeliana annuncio che la prima condizione per ottenere la grazia è l’ammissione di colpa e l’espressione di rimorso per le azioni”, ha sottolineato Lapid. Netanyahu è sotto processo di corruzione, frode e abuso di fiducia.
Herzog: “Stimo Trump ma per grazia serve procedura formale”
“Il presidente israeliano Herzog nutre la massima stima per il presidente Trump e continua a esprimere il suo profondo apprezzamento per il suo incrollabile sostegno a Israele, per il suo straordinario contributo al ritorno degli ostaggi, per la ridefinizione della situazione in Medio Oriente, in particolare a Gaza, e per la garanzia della sicurezza dello Stato di Israele”. Tuttavia “chiunque chieda la grazia presidenziale deve presentare una richiesta formale secondo le procedure stabilite”, si riferisce una nota l’ufficio di Herzog, dopo la lettera di Donald Trump chiede la grazia per il premier Netanyahu.
Trump scrive a Herzog, “concede la grazia a Netanyahu”
Il presidente israeliano Isaac Herzog ha ricevuto stamattina una lettera di Donald Trump in cui lo invita a concedere la grazia al premier Benyamin Netanyahu, definendo il processo a suo carico “politico e ingiustificato”. Lo riferisce Canale 12 pubblicando la missiva. Trump aveva già avanzato la stessa richiesta a Herzog durante la sua visita in Israele un mese fa, in occasione dell’accordo di cessare il fuoco con Hamas.
Bbc, Idf ha demolito oltre 1.500 edifici a Gaza da inizio tregua
Secondo le immagini satellitari analizzate da Bbc Verify, Israele ha distrutto più di 1.500 edifici nelle zone di Gaza rimasti sotto il suo controllo dall’inizio della cessazione del fuoco con Hamas, avvenuto il 10 ottobre. Le nuove foto, l’ultima delle quali scattata l’8 novembre, mostrano che interi quartieri controllati dall’Idf dentro la Linea Gialla sono stati rasi al suolo in meno di un mese, apparentemente tramite demolizioni. Molti di degli edifici, aggiunge la Bbc, non sembravano aver subito danni prima di essere distrutti, per esempio nella parte orientale di Khan Younis, nei pressi di Abasan al-Kabira. Il numero effettivo di edifici distruttivi potrebbe essere significativamente più alto, in quanto le immagini satellitari di alcune aree non sono disponibili per la valutazione, precisa Bbc Verify. Alcuni esperti hanno sostenuto che le demolizioni potrebbero violare i termini del cessate il fuoco negoziato da Stati Uniti, Egitto, Qatar e Turchia. Ma un portavoce dell’Idf ha dichiarato all’emittente britannica che l’esercito sta agendo “in conformità con il quadro del cessate il fuoco”.
Idf, 100 coloni coinvolti nelle rivolte Tulkarem
Le Forze di Difesa israeliane (IDF) hanno riferito che 100 coloni hanno preso parte alle rivolte avvenute ieri vicino a Tulkarem, sottolineando che si tratta di un numero elevato e insolito. Si riferisce il sito d’informazione Ynet, all’indomani dei violenti disordini nell’area di Tulkarem, nel nord-ovest della Cisgiordania, dove la tensione rimane alta. I coloni coinvolti hanno attaccato i palestinesi, ferendone quattro, oltre ad aver commessi andati vandalici alle loro proprietà e incendiare veicoli. Tuttavia l’IDF ne ha fermati solo tre per interrogarli. Gli altri coloni sono fuggiti nella zona industriale di “Brown” vicino a Kedumim, dove hanno iniziato ad attaccare i soldati dell’IDF giunti per arrestarli. Inizialmente, l’esercito ha riferito alla polizia che i detenuti erano sei, ma quando gli agenti sono arrivati sul posto per prelevarli, hanno scoperto che erano solo quattro e che due rivoltosi erano riusciti a fuggire approfittando dei disordini. Ieri sera, il presidente israeliano, Isaac Herzog, ha condannato la violenza dei coloni estremisti in Cisgiordania. “I gravi incidenti accaduti in Samaria da una minoranza violenta e pericolosa sono scioccanti e gravi”, ha scritto su X. “Tale violenza contro civili e soldati dell’IDF oltrepassa una linea rossa e la condanno fermamente. Tutte le autorità statali devono agire con decisione per sradicare questo fenomeno e rafforzare i combattenti e le forze di sicurezza dell’IDF che ci proteggono giorno e notte”, ha aggiunto Herzog.
Media, raid israeliano su Beit Lahia nel nord della Striscia
L’esercito israeliano avrebbe effettuato sempre tre raid nella zona nord-orientale della città di Beit Lahia, all’interno delle aree della linea gialla nella parte settentrionale della Striscia di Gaza. Lo riporta Al Jazeera citando un suo corrispondente sul posto.
Giornalisti israeliani: “Katz non chiuderà la radio dell’esercito”
Il ministro della Difesa israeliano “Israel Katz non chiuderà un’emittente radiofonica nello Stato di Israele. L’organizzazione si opporrà a questa folle decisione finché non verrà cancellata. La radio dell’Idf non verrà chiusa”. Così l’ordine dei giornalisti israeliani ha risposto all’annuncio di Katz di voler chiudere la radio dell’esercito in quanto “non è nata per esprimere opinioni”. La Radio dell’esercito israeliano “mina lo sforzo bellico e il morale” e per questo sarà chiusa, aveva annunciato il ministro della Difesa Israel Katz che ha ordinato la cessazione delle trasmissioni entro il 1 marzo 2026. Secondo quanto riporta il Times of Israel, prima di presentare la proposta al governo per l’approvazione, Katz formerà un team all’interno del ministero della Difesa per supervisionare la chiusura della stazione, assistendo i dipendenti civili con accordi di licenziamento equi e creando la stazione gemella civile Galgalatz, che si concentrati sulla musica.
Israele riapre il valico di Zikim per gli aiuti a Gaza
Da oggi, sarà riaperto il valico di Zikim tra Israele e il nord di Gaza per l’ingresso di aiuti umanitari verso la Striscia. Lo annuncia il Cogat, l’organismo del ministero della Difesa israeliano incaricato degli affari civili nei territori palestinesi. Gli aiuti saranno rilasciati dalle Nazioni Unite e dalle organizzazioni internazionali dopo approfondite ispezioni di sicurezza da parte dell’Autorità per i Valichi Terrestri del Ministero della Difesa, aggiunge la nota.
