Calma piatta all’Ariston: più abiti che emozioni

Tra abiti iconici e musica in secondo piano

Si chiude la terza serata del Festival di Sanremo e, ancora una volta, nessuno salta dalla sedia. L’edizione procede in calma piattanonostante le aspettative altissime che avevano acceso la vigilia. Dopo il torpore delle prime due puntate – interrotto solo dalla voce meravigliosa di Fausto Leali e dalla standing ovation tributata a Mogol – anche la terza serata conferma un andamento lineare, quasi anestetizzato.

L’effetto soporifero scivola sul pubblico con lentezza inesorabile. La musica arretra, mentre abiti, micro tensione e piccoli lampi improvvisati occupano il centro del racconto. Il palco dell’Ariston diventa una passerella narrativa dove ogni dettaglio costruisce l’atmosfera più delle note.

Laura Pausini regina di stile

A guidare il ritmo visivo della serata arriva Laura Pausiniche sceglie la firma di Alberta Ferretti e costruisce una vera e propria scaletta estetica. Prima un abito lungo bianco puro, quasi simbolico; poi un ritorno rétro con corpetto in velluto nero dal respiro anni Cinquanta; quindi uno chiffon giallo limone, vibrante e immediato; infine un rame ricamato di paillettes liquide che catturano la luce con discrezione sofisticata.

Nel finale, la cantante sorprende tutti: abbandona i tacchi e indossa morbide babbucce nel pelouche. Un gesto spontaneo, umano, che conquista una platea in cerca di autenticità.

Glamour internazionale e duetti intensi

Accanto a lei, Irina Shayk porta un glamour internazionale non sempre allineato ai tempi televisivi. Splendida ma spaesatala top model indossa creazioni firmate dall’amico Riccardo Tisci: pizzo nero con trasparenze calibrato, salopette su pelle nuda con cappello piumato, paillettes nere dalla scollatura estrema e, in chiusura, un nero scolpito da dettagli oro e schiena nuda. La moda assume così un ruolo narrativo quasi quanto la musica.

Sul fronte musicale, la serata alterna picchi emotivi e momenti più tiepidi. Il duetto tra Eros Ramazzotti e Alicia Keys regala intensità nonostante i problemi tecnici al pianoforte: timbri diversi dialogano e restituiscono all’Ariston un respiro internazionale. Intanto Nicolò Filippucci conquista le Nuove Proposte e porta freschezza e prospettiva.

Tra standing ovation e retroscena infuocati

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Tra le esibizioni più commentate, Arisa incanta con una performance intensa e teatrale. Sal Da Vinci ottiene una standing ovation e diventa già fenomeno social ribattezzato “Sal Da Vincitore”. Mamma Serena Brancale domina la scena e conferma il pronostico che indica la preferita del mese.

Non mancano i retroscena: cambio di scaletta per evitare che Achille Lauro presenti Fedez, replica di Chiello alle dichiarazioni di Morgan, lamentele notturne di Elettra Lamborghini per il rumore dei festini cittadini. La cantante lascia Sanremo e si sposta a Montecarlo. Tra i nomi che circolano dietro il baccano spunta anche Fabrizio Corona.

L’intrattenimento trova spazio con Vincenzo De Luciache si diverte con l’imitazione della co-conduttrice e con una esilarante intervista doppia in stile Le Iene. Nel finale sgancia la sua perla: l’imitazione di “Regina Maria”.

Le classifiche digitali cambiano il gioco

Le piattaforme raccontano un’altra storia. Su Spotify guida “Male Necessario” di Fedez e Marco Masini con 992.370 flusso. Seguono Sayf, Nayt, Ditonellapiaga, Luchè, Serena Brancale, Samurai Jay, Fulminacci, Tommaso Paradiso e Arisa.

Il Festival vive ormai su due piani paralleli: quello televisivo e quello digitale. Intanto la top dei più votati della serata – senza ordine dichiarato – conferma Arisa, Luchè, Serena Brancale, Sal Da Vinci e Sayf tra i preferiti. La domanda resta sospesa: arriverà la scossa finale o questa edizione continuerà a scorrere senza sussulti?

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